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Tricase: il borgo dalle mille sfumature

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Tricase: il borgo dalle mille sfumature

Nel cuore del basso Salento, l’apri fila del capo di Leuca, Tricase, è il borgo dalle innumerevoli sfaccettature, città dominata da così tanti popoli che mantiene ancora quel carattere multiculturale a cui sono radicate le origini delle persone, dei detti locali, delle strutture, insomma di ogni angolo di questo borgo antico.

Dal nome vago e quasi bizzarro che in origine significava “tra altri casati” e non “tre case” come comunemente, per logica etimologica, si pensa. Una città che si differenzia dal fermento continuo e dal calore della gente che la popola.

Dalle origini ad oggi: la storia di Tricase

Non una città qualunque, Tricase. Questa bellissima cittadina del basso Salento è fatta di mattoni, calcestruzzo e storia, si, perché Tricase sorge su un sito archeologico zeppo di testimonianze tangibili dell’origine dell’uomo e del processo evolutivo che lo ha portato ad essere, tra gli animali, il primato. Menhir, dolmen ed altre testimonianze e reperti che sono garanti di un’era ormai andata ma che ancora oggi ci insegna che lo sfarzo è solo mera apparenza, molto, troppo lontana dalle necessità primordiali dell’essere umano che, senza nulla ma con tanta fame di sapere ha costruito per sè case, armi per procacciarsi cibo ed utensili per favorire la preparazione di cibo per nutrirsi.

Le prime documentazioni reperite dagli storici e dai ricercatori negli anni rispetto la nascita della cittadina, risalgono al XII secolo d.C. in cui si attesta che il feudatario Demetrio Micetti deteneva il primato di feudi, appunto, risultando così quello che oggi si potrebbe definire “signorotto” dell’ancora primordiale Tricase.

Successivamente tanti i successori che, tra ereditari e conquistatori, ne hanno lasciato la propria impronta in termini architettonici ed usanze. Tricase ha anche visto tra i conquistatori, Carlo d’Angiò che spodestò gli eredi Micetti in seguito alla battaglia di Benevento per favoreggiamento agli svevi, da sempre suoi nemici acerrimi. Tra gli innumerevoli nomi, quello che ancora risuona tra i vicoli di Tricase è sicuramente quello di Alessandro Gallone che, dopo aver ricevuto il titolo di principe direttamente da Filippo IV di Spagna a Madrid nel 1651, hanno dominato in cittadina fino al 1806, anno in cui vi fu l’eversione della feudalità. Ad oggi ciò che resta di loro è sicuramente la loro dimora, Palazzo Gallone, che domina il centro città e non per ultima in ordine di importanza, sua Grazia la Principessa Maria Bianca Gallone, passata a miglior vita e riposo eterno nel 1982 lasciando nel cuore dei concittadini uno squarcio incolmabile data la sua amorevolezza e il suo impegno profuso per Tricase.

 Attrattive e luoghi di interesse

Tra i luoghi da visitare di Tricase sicuramente non si possono escludere i quattro cardini del culto cattolico locale. Il basso Salento, estremamente legato alle tradizioni e quindi anche alla fede cattolica è ricco di chiese, chiesette e cattedrali che, col loro immane fascino, fungono da complementi di bellezza per le strade. A Tricase, ad esempio, per via della radicata tradizione cattolica, si trova una bellissima chiesa ottagonale sulla quale vive ancora al giorno d’oggi una leggenda che potrebbe sembrare quasi assurda e paradossale.

La struttura in oggetto è la bellissima e mastodontica chiesa della Madonna di Costantinopoli, differente dalle altre del luogo poiché di forma ottagonale, si narra che questa chiesa è stata costruita in una notte dai demoni per via di una scommessa tra l’allora committente ed il diavolo. Da questa storia accalappia bambini, sin dalla sua inaugurazione e nonostante rappresenti la casa di Dio, viene chiamata in gergo dagli abitanti del luogo, Chiesa dei Diavoli.

Le altre tre strutture religiose in città sono la chiesa di San Michele Arcangelo, la Chiesa Matrice della natività di Beata Maria Vergine e la chiesa di San Domenico che ospita anche il convento dei monaci domenicani.

Tradizione e Contemporaneità

In piazza cappuccini, nel pieno centro di Tricase, per degustare sapori della tradizione e gusti ormai superati ed ingredienti per certi versi quasi dimenticati dalle tavole dei salentini per via del tempo di preparazione o magari dei metodi di preparazione quasi arcaici o impensabili al giorno d’oggi, c’è Babalù la baguetteria che non ha bisogno di presentazioni né raccomandazioni. Da Babalù si possono trovare le migliori primizie del Salento racchiuse in croccanti e delicatissime baguettes o sofficissime pucce locali. Connubi di sapori singolari e senza eguali come ad esempio l’accoppiata pomodoro secco e pecorino, due prodotti della tradizione rurale che hanno imbandito le tavole per interi decenni saziando anche i pancini dei più piccoli, divenuti crescendo braccia forti che hanno contribuito allo sviluppo di questa bellissima terra che è il Salento e nella fattispecie Tricase

 

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