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Chiesa e convento dei Cappuccini a Tricase

  • Categoria dell'articolo:Curiosità / Storia

A Tricase,nel pieno centro, in Piazza Cappuccini, sorge l’ex convento dei frati, appunto, cappuccini dai quali ha ereditato il nome la piazza. Risalente al quindicesimo secolo, ancora oggi conserva il suo fascino originario presentandosi ai passanti con gran maestositá.

Nel pieno capo di Leuca, dove il tempo sembra non essere mai passato, luogo che conserva ancora il fascino anche architettonico dei secoli scorsi, passato e futuro si incontrano, proprio lì, a Tricase, in Piazza Cappuccini, dove si può ammirare il convento e la chiesa attualmente titolata a S. Antonio da Padova, è nato nel 2020 Babalù, la baguetteria che non ha bisogno di presentazioni in cui degustare i sapori della cultura salentina racchiusi in delle croccanti baguettes o pucciotti.

 

Cenni storici sul convento di Tricase

La struttura del convento si eleva per due piani così composti: al piano superiore le celle dei frati, inizialmente ventiquattro poi ridotte proporzionalmente ai frati che ci vivevano, mentre nel piano terra sono situate le aree comuni in cui si svolgeva la vita quotidiana di convento, senza escludere il piano interrato adibito a magazzino dei viveri e cisterne. Un convento un po’ insolito nell’architettura, poiché richiama molto le strutture difensive del tempo in quanto in prossimità di porte e finestre sono disposte delle caditoie, segno distintivo di caserme e palazzi militari dell’epoca.

Originariamente la chiesa che sorge nella parte centrale del convento era titolata a San Francesco d’Assisi ma nel diciassettesimo secolo patron Gallone volle dedicarla a Sant’Antonio da Padova.

Gli stemmi delle famiglie che hanno fatto la storia di Tricase sono raffigurati sul campanile, rispettivamente caratteristico pechè a vela e un po’ insolito per gli anni di costruzione. Sul fronte lo stemma di famiglia dei Gallone e sul retro quello dei Trane, scolpiti nel 1700 ed ancora ben evidenti.

L’altare all’interno della chiesa di Sant’Antonio è stato realizzato da Domenico Robusti, figlio del beneamato e noto Tintoretto, artista tardo-rinascimentale a cui era stata commissionata l’opera dai principi Gallone. Qui raffigurata l’ascesa di Cristo al calvario. Sui lati, invece, sono raffigurati San Francesco che riceve le stimmate ed il Beato Felice da Cantalice.

In Piazza Cappuccini anche Babalú

Nata in piena pandemia, periodo in cui si poteva consumare solo in formula d’asporto o a domicilio, la baguetteria Babalú non ci ha messo molto a fare rumore in cittá. Gran gusto ed abbinamenti culinari apocalittici per palati sopraffini. Peperoni sott’olio, pomodori secchi, melanzane, salumi, formaggi, carne, persce, tutto 100% made in Salento, racchiuso in squisite baguettes o pucciotti, panini caratteristici della tradizione salentina.

Babalú baguetteria deve il suo nome al babalú della cultura centrafricana, il rione/dio responsabile di sqnitá e malattia. Colui che salva e preserva. Così lo staff della baguetteria si è prefissato di salvare gli abitanti di Tricase e paesi limitrofi creando per loro dei panini al limite del genio.

Polpo, capocollo, pancetta, ecc. Abbinati ai ricercati formaggi Frank connubio di emozioni ad ogni singolo morso. Non un semplice baguette farcita, quindi, bensì, opere d’arte su misura di chi le gusta.

Molto apprezzata dal mercato la possibilita di comporre il proprio panino scegliendo tra le oltre 40 basi di partenza in menu oppure ideando da sè la propria bomba di gusto.

Babalú oltre ad essere delizioso è anche smart poiché, per riurre gli assembramenti durante i periodi pandemici, ha creato il menù digitale dal quale è possibile ordinare e comporre la propria baguette, comodamente da casa.

Conclusione

A Tricase, innumerevoli i luoghi d’interesse da visitare, sia per turisti che per abitanti del luogo, sia per deliziare gli occhi che il palato. Sicuramente una tappa da fissarenel proprio tour del basso Salento è proprio Piazza Cappuccini a Tricase in modo da conciliare storia e cultura culinaria, segni distintivi ed indelebili di questa meravigliosa terra.

 

 

 

 

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